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Cosa è meglio per Vlahovic?


Vlahovic sta decidendo il suo futuro e i tifosi stanno iniziando a farsi sentire con richieste di rinnovo. Il contratto di Vlahovic, infatti, scade nel 2023. Due anni ancora a disposizione ma la politica della Fiorentina attuata negli ultimi anni ci ha fatto vedere che si vuole evitare di portare i calciatori in scadenza di contratto di un anno. Il tutto è legato, ovviamente, alla volontà di non perdere soldi dalla cessione. E quindi cosa può fare Vlahovic e cosa può fare la Fiorentina? Fossi in Vlahovic valuterei cosa fare a fine campionato. Con Prandelli l'attaccante serbo è riuscito ad esplodere realizzando 11 gol e 2 assist in 21 partite e, soprattutto, senza mai partire dalla panchina. La questione fondamentale è capire se Prandelli è riuscito a far crescere Vlahovic in modo definitivo o se il problema fosse Iachini che non riusciva a farlo esplodere.

Qualora Vlahovic abbia avuto una crescita che va oltre a chi sta in panchina, significa che questa sua crescita può essere definitiva. Se il problema è stato Iachini, se il problema sarà Iachini, ovviamente sarebbe facile per lui dire "rimango solo con un altro allenatore". La questione, però, è che Vlahovic deve evitare alibi del genere. Iachini si ritroverà senza dubbio un altro tipo di calciatore e il suo dovere è quello di sfruttarlo al massimo per cercare la salvezza definitiva.


La società Fiorentina, invece, dovrà a tutti i costi cercare il rinnovo. Attualmente Vlahovic prende 0,8 milioni ed è al sestultimo posto per ingaggio della rosa. Certo, è un classe 2000 e non gli si poteva dare dei milioni nelle scorse stagioni.

Aumentare l'ingaggio sarebbe una questione ottima. Ad ora Ribery è il più pagato con 4 milioni, segue Callejon con 2,2. Da lì in poi 13 calciatori prendono dall'1,5 milioni ad 1 un milione, 11 se escludiamo Duncan e Cutrone che non fanno più parte della rosa attuale.


Di conseguenza sarebbe d'obbligo raddoppiare l'ingaggio. Il minimo è dargli l'1,5 milioni degli altri ma se lo si vuole blindare in modo definitivo con tanti anni di contratto, forse la cifra potrebbe essere un po' più alta.

Soldi, soldi, soldi. Ma Vlahovic vuole quello?


Insomma, se Vlahovic avesse tante richieste, avrebbe difficoltà nell'avere quell'1,5/2 milioni nel contratto? Tenendo conto che la Fiorentina cercherà di incassare tanto dal suo cartellino, la squadra che lo prenderà, presumibilmente, avrà sia i soldi ma potrà anche assicurare la partecipazione alle coppe europee, questione che farebbe gola a Vlahovic. Ma come ci arriverebbe in una squadra che gioca le coppe europee?


La questione principale da approfondire è il suo ruolo all'interno delle gerarchie. Nei top team difficilmente potrà avere subito la maglia da titolarissimo e quindi dovrà, probabilmente, combattere, allenarsi duramente e aspettarsi un po' di panchina. Questo può essere utile per il suo percorso di crescita, ma questa è una questione soggettiva. Ci sono giovani calciatori che sono cresciuti con un po' di panchina con allenatori che li dosavano, li mettevano nelle condizioni migliori per fare bene e giovani calciatori che sono cresciuti quando si sentivano intoccabili e titolari. Questo aspetto deve essere valutato anche da Vlahovic, lui si sentirebbe a suo agio nel fare un po' di panchina per poi giocarsi le chances non nell'immediato ma in futuro?

E per le squadre il discorso è simile.

"Mi conviene spendere tanti soldi per un calciatore che potrebbe soffrire la panchina?".

Sulla carta tanti club prenderebbero Vlahovic come alternativa, ha qualità e può essere futuribile. Ma può rendere comunque anche se non è intoccabile? Negli anni tanti calciatori hanno abbassato il proprio rendimento una volta aver visto spesso la panchina.


Ecco le variabili da considerare per uno spostamento da parte di Vlahovic. Insomma, l'opzione rinnovo con la Fiorentina non è da scartare a prescindere. Essere un titolare o un intoccabile è molto importante per la crescita di un calciatore. Allo stesso tempo, però, la società dovrà far crescere il livello della squadra per convincere i più bravi a rimanere o a venire.