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Cosa c'è da sapere sulla costruzione dal basso!


Ma cos'è, seriamente, questa costruzione dal basso? Porta vantaggi? Porta svantaggi?


Troppo spesso si parla della costruzione dal basso senza avere delle valide competenze. Metterei anche discorsi troppo "da vecchi" come "bisogna solo lanciare lungo" perché usando questi ragionamenti in cui non si cerca di evolvere rimaniamo ancorati ad un calcio in cui il retropassaggio al portiere va bene.


Quindi, cerchiamo di capire bene a cosa serva, perché viene fatta e quali vantaggi può portare. Innanzitutto bisogna chiarire una piccola questione:

L'obbiettivo principale non è sempre andare a fare subito un gol. Certo, se la rete arriva si è felici. Solitamente, però, ci si allena per uscire dal pressing, per andare ad attaccare subito la metà campo avversaria, per attirare il pressing. E di conseguenza alleni anche altri aspetti che dopo approfondisco.


Perché è così utile attirare il pressing per alcune squadre? Prendo come esempi la Juventus e la Lazio (Allegri e Sarri).

Entrambi gli allenatori hanno dei calciatori offensivi che sanno esaltarsi quando c'è tanto campo da attaccare. Risulta, quindi, utile cercare di attirare gli avversari nella propria metà campo per concedere ai vari Immobile, Morata, Chiesa, Felipe Anderson e altri, la metà campo avversaria senza tanti avversari. Ma è anche un concetto di corsa. Gli attaccanti possono correre in avanti, dritti verso la porta mentre chi difende è costretto a correre verso la propria porta, in modo particolare per poter essere attento sia nel corto e sia nel lungo.


I lanci lunghi e alti verso la prima punta sono sempre meno frequenti rispetto al passato.

I difensori sono un po' diversi rispetto a prima: ormai tutti altissimi, tutti possenti fisicamente. E in più c'è l'aspetto legato alla postura del corpo.

Tendenzialmente un difensore può prendere una rincorsa dritta, verso avanti per un duello aereo mentre l'attaccante è svantaggiato perché o corre verso dietro o parte da fermo.

Per questo, infatti, si tende a cercare più la fascia con i lanci lunghi e alti. C'è meno densità, c'è più possibilità che il pallone possa uscire fuori e il difendente avversario non ha i vantaggi che ci possono essere al centro.

Negli ultimi anni c'è stato un allenamento maggiore verso le seconde palle, sia per chi attacca e sia per chi difende.

Quando si può ragionare in base al "vado a segnare direttamente dal portiere"?


Ovviamente bisogna considerare la propria bravura nel creare un'occasione da rete ma anche gli errori degli avversari. Quindi se io riesco a superare il pressing sono bravo, ma se gli avversari non sono bravi nel farlo mi può facilitare il compito.


Ci possono essere dei casi particolari. C'è il caso di Ederson con il Manchester City in cui con un suo lancio si può praticamente arrivare nell'area avversaria. C'è il caso che abbiamo visto da molto vicino in Italia con Antonio Conte quando allenava l'Inter.


Per quest'ultimo caso si può parlare di una manovra schematica. I calciatori devono rispettare degli schemi (prestabiliti e allenati) in cui l'obbiettivo finale è proprio completare lo schema (e solitamente l'obbiettivo finale è il gol).

E anche in questo caso Conte cercava di sfruttare calciatori letali in campo aperto come Hakimi, Lukaku e Lautaro Martinez.


Non è di questo avviso, però, tra i tanti, Roberto De Zerbi, allenatore decisamente conosciuto per la costruzione dal basso. L'ex allenatore del Sassuolo, come tanti altri allenatori, preferisce allenare per principi e non per schemi.

In un webinar organizzato dall'Aiac durante il lockdown della primavera del 2020, Roberto De Zerbi specificò a più riprese l'importanza dei principi a discapito degli schemi.


L'allenatore fece vedere anche delle esercitazioni che proponeva alla squadra proprio relative alla costruzione dal basso.

L'obbiettivo era quello di arrivare agli attaccanti. C'era una particolarità: quando difensori e centrocampisti riuscivano a saltare il pressing avversario, De Zerbi chiedeva, a volte, di ritornare indietro. A detta sua, lui cercava di esasperare un po' il concetto per creare più problemi ai calciatori e, di conseguenza, più soluzioni da trovare (sempre loro). De Zerbi, quindi, cercava di creare il più possibile situazioni di gioco che potevano accadere in partita.


Ma quali sono, quindi, questi vantaggi? I VANTAGGI


  • Tecnica

  • Giocare palla a terra evitando duelli aerei

  • Visione di gioco

  • Velocità di pensiero e di gioco

  • Personalità


Ovviamente la tecnica la fa da padrona. Se i passaggi sono sbagliati, se i controlli non sono ottimali, allora si rischia di perdere il pallone. Bisogna, quindi, curare il più possibile la parte tecnica. E senza questa si può parlare poco di tattica. La visione di gioco e la velocità di pensiero e di gioco sono relativamente correlate. Se il calciatore riesce a vedere e a percepire il gioco, i compagni, gli avversari, sarà più facile per lui capire in anticipo cosa fare. Allo stesso tempo, però, il calciatore deve percepire e agire a velocità elevate perché bisogna giocare a velocità elevate se l'avversario va a pressare.


E poi, ovviamente, c'è l'aspetto legato alla personalità.

Se si ha paura di giocare il pallone corto, se si lancia lungo per paura dell'avversario, sarà difficile attuare la costruzione dal basso. I calciatori devono prendersi rischi e responsabilità.


A questo proposito ecco che propongo gli svantaggi.


GLI SVANTAGGI


Non metterò in risalto, ovviamente, l'aspetto più conosciuto: se perdo palla rischio di subire gol. È un qualcosa di scontato.

Proprio per quanto riguarda la personalità voglio mettere in evidenza un aspetto che può diventare uno svantaggio.


A volte può capitare che per mancanza di sicurezza, un difensore (o un centrocampista) veda nel portiere un passaggio sicuro e facile. Il numero 1, infatti, solitamente è privo di marcature e, a differenza di altri calciatori, ha più tempo a disposizione prima della pressione avversaria. Il problema da porsi, quindi, è legato al fatto che il difensore o il centrocampista devono prendersi le giuste responsabilità per guardare in avanti e vedere nel portiere l'occasione per togliersi da una situazione difficile o per creare una situazione vantaggiosa nel proseguo dell'azione.


L'allenatore, ovviamente, deve favorire questo aspetto.


La costruzione dal bassa è attuata male proprio quando difensori e centrocampisti non sanno cosa fare e si affidano al portiere.


E, infatti, proprio a tal proposito bisogna fare delle precisazioni sulle tante critiche rivolte.


Bisogna evitare di confondere la tattica (la scelta) con la tecnica (l'esecuzione).

La costruzione dal basso non è sbagliata di per sé. Lo è se viene attuata in modo errato.

Le tattiche di Guardiola e Luis Enrique nel Barcellona erano vincenti? Sì. Possono essere proposte in tutte le squadre del mondo? No.


E il discorso non è legato solo ai calciatori, se sono bravi o meno, ma è legato anche nell'allenatore che deve avere le giuste competenze e deve saper allenare.


Tornando alla distinzione tra tattica e tecnica, se un calciatore sceglie bene, quindi decide di effettuare un passaggio reputabile giusto, ma sbaglia il passaggio (troppo lento, pallone che rimbalza, pallone lontano dalla figura del compagno e altro), ecco che la scelta viene contestata. Il tutto per l'esecuzione sbagliata.

Se un difensore, ad esempio, si trova spalle all'attaccante avversario che lo pressa, decide di affidarsi al passaggio al portiere, perché è l'unica opzione possibile, ma sbaglia l'esecuzione, ecco che potrebbe arrivare il gol. Ma bisogna contestare la scelta (tattica) o l'esecuzione (la tecnica)?


Anche i migliori al mondo possono sbagliare. Cristiano Ronaldo può sbagliare un gol a porta vuota, Messi può sbagliare un assist facilissimo, Robben può sbagliare un dribbling banale. Il problema della costruzione dal basso è che si è molto vicini alla propria porta e, di conseguenza, ogni errore risulta più letale e, di conseguenza, più visibile e amplificato.


La frase di riferimento è "bisogna capire quando farlo", ma è una frase che è attuabile per QUALSIASI cosa.

Un attaccante esterno deve capire quando dribblare e quando passare. Se sbaglia il dribbling non possiamo pensare di abolire quel gesto tecnico (ops, purtroppo in Italia c'è chi lo ha fatto per tanti anni nei settori giovanili). L'attaccante centrale deve capire quando tirare o quando passarla. Ma non possiamo pensare di dire che il tiro o il passaggio siano sbagliati e che bisogna abolirli.

Il difensore deve capire quando coprire e quando anticipare. Non possiamo abolire coperture e anticipi.

"Lanciando lungo non si sbaglia mai" Questa è una frase errata.


Tralasciando il fatto che anche il lancio lungo dipende dall'aspetto esecutivo. Quindi una semplice zolla d'erba fuori posto, un piede messo male, un aspetto coordinativo sbagliato, possono comunque portare a subire un gol.


Ma anche se questo lancio lungo viene eseguito bene, il rischio di subire un gol non viene annullato.

Per dimostrarlo ho preso come esempio proprio una partita del Sassuolo di De Zerbi che ha subito un gol proprio su lancio lungo di Consigli, il portiere.


Lancio lungo di Consigli:

Scelta giusta perché c'erano due calciatori del Torino pronti a pressarlo, tra cui uno molto vicino.


Il pallone arriva a centrocampo e viene preso da Izzo che lo rispedisce subito in avanti:

E qui si verifica, ulteriormente, l'aspetto legato agli errori che si possono verificare anche con un semplice lancio lungo.


Ferrari controlla il pallone:

Il suo problema è che non lo fa bene ed ecco che:

Il pallone viene conteso tra lui e Verdi.


Il problema per il difensore del Sassuolo, però, è che l'attaccante del Torino riesce ad arrivarci prima.

E la difesa è piazzata male.

Verdi passa il pallone a Sanabria che serve subito Zaza:

L'attaccante del Torino si ritrova a tu per tu con Consigli dopo qualche secondo:

Ed ecco che arriva il gol:

Situazioni del genere si verificano in tante partite.


Mettiamo caso che Consigli lancia fuori, verso la linea laterale del campo. Chi ci dice che dalla rimessa laterale non possa comunque uscire un gol?


La differenza è che nel lancio lungo viene criticato (giustamente) chi sbaglia. Che sia chi fa il lancio o, come in questo caso, Ferrari.

Nella costruzione dal basso si critica l'intera tattica.