copertina nuovissima facebook.jpg
  • Mondo Calcistico

Cosa poteva diventare Caldara?


Un calciatore bersagliato dagli infortuni che riusciva ad avere un rendimento elevato con Gasperini.


Uno dei tanti difensori che riescono ad esaltarsi nel modello di gioco di Gasperini (tra fase difensiva, fase offensiva e le transizioni) ma che faticano all'inizio di nuove esperienze. Mattia Caldara rappresenta il prototipo del difensore con la mentalità da difensore di Gasperini. Il fatto che, però, non sia riuscito ad esplodere definitivamente dipende non solo dall'aver lasciato l'Atalanta ma, purtroppo, dai tantissimi infortuni che ne hanno condizionato la crescita, il rendimento e la continuità. Nella sua esperienza al Milan ha giocato più partite nella Primavera (4 partite totali) che nella prima squadra (2 partite totali di cui una da 90 minuti in Europa League e una da 65 minuti in Coppa Italia). In Serie A 0 partite giocate.


Nelle prime 3 partite della stagione il difensore è rimasto in panchina per poi fare l'esordio in Europa League alla 4° partita. Da lì i problemi muscolari. Le prime panchine (nonostante la convocazione in Nazionale) hanno iniziato a far rumore. Caldara, dalla Nazionale, disse:

"Non ci trovo niente di strano. Abituarmi a giocare in una difesa a quattro, con dei concetti che il Mister vuole completamente diversi da quelli che facevo a Bergamo, non è facile. È un mese che sono a Milanello e ho capito quello che vuole il Mister. In ogni allenamento cerco di mettere qualcosa in più di quello che mi chiede e spero di essere pronto il prima possibile."

Gattuso, invece, disse:

"Tra due settimane giocheremo a Cagliari e poi comincia la tarantella di giocare ogni 3-4 giorni. Dobbiamo mettere i giocatori di farli esprimere al meglio e di non fargli fare figuracce."

Dopo la partita con la Nazionale Gattuso ha subito difeso il proprio calciatore:

"I media stanno facendo solo del male a Caldara, non è giusto buttarlo nel frullatore. Lui sa quello che deve fare, sa la sua bravura, non si può distruggere così un giocatore. Prima della Nazionale sembrava Beckenbauer, poi il più scarso al mondo. L’asticella della mentalità è molto alta, viene da una cultura calcistica diversa. La società ha fiducia in Caldara, per me non è un problema. Ci può dare una grandissima mano. Ma io faccio delle scelte per giocare in un certo modo e i meccanismi devono essere perfetti."

Da un lato la consapevolezza di Caldara nel doversi adattare ad un qualcosa di diverso, dall'altra la volontà di Gattuso di schierare il difensore una volta preparato al meglio.

Da entrambe le parti c'era fiducia.

Purtroppo a causa degli infortuni Gattuso non ha potuto allenare con continuità il difensore e lo stesso Caldara non ha potuto giocare. Vediamo, però, perché Caldara ha faticato nell'entrare nei meccanismi di Gattuso.

In tanti si sono impuntati sul fatto che la colpa principale fosse che Caldara non potesse giocare in una difesa a 4 e che potesse giocare solo in una difesa a 3. Queste frasi sono altamente rivoltanti per un calciatore professionista. Tra le altre cose, attualmente, Caldara sta giocando nel Venezia proprio in una difesa a 4. Tra difesa a 3 e a 4 ci sono delle differenze, come è ovvio che sia, ma non ci si deve soffermare sul numero dei difensori. Le principali questioni da analizzare sono le caratteristiche del calciatore e dei difensori che completano il reparto.

Ecco: il reparto. Caldara, durante l'esperienza al Milan, parlò di reparto:

"Sicuramente giocando a quattro ci sono meno anticipi, è un lavoro più di reparto."

Con Gasperini il concetto di reparto è particolare perché i difensori si preoccupano di tanti duelli. Sia chiaro: le coperture esistono. Ma il difensore deve avere una propensione particolare nel marcamento e nell'1vs1.

Esempio:

Caldara non si preoccupa di proteggere la profondità per un eventuale lancio. La sua attenzione è rivolta a Caicedo e all'essere attaccato a lui. Un marcamento asfissiante.

In questo caso vediamo Masiello che va su Milinkovic-Savic, la palla quindi difficilmente potrà andare in avanti. Ma la stessa cosa capita quando ci può essere un lancio immediato:

Ancora una volta il difensore è attaccato a Caicedo.

E proprio grazie a questa sua propensione nell'andare in avanti, nell'aggredire l'attaccante, potevamo vedere dei bellissimi anticipi:

Qui non si ragiona troppo con il reparto ma con un duello (Caldara vs Caicedo) e qui introduco un tema che è molto molto importante per i problemi iniziali avuti da Caldara: rottura della linea difensiva.


Proprio grazie alla volontà di attaccarsi all'attaccante o di cercare un anticipo, in partita succedeva questo:

Rispetto agli altri difensori, Caldara si trova praticamente a centrocampo. Tenete conto del fatto che il difensore giocasse al centro della difesa a 3 e quindi non un modo "antico" di vedere quel ruolo quindi con il difensore centrale che copre gli altri due difensori.

"Non bisogna mai rompere la linea. Devo capire quando è il momento di romperla e quando serve invece seguire tutti insieme la linea per mandare in fuorigioco o meno l’attaccante"

Altre parole di Caldara, sempre durante l'esperienza al Milan.


Lo abbiamo visto precedentemente in alcune situazioni ma ora approfondisco ancora di più.


Rincorrere gli attaccanti può portare anche a questo:

Ora immaginate di avere un difensore che gioca nella vostra difesa che si ritrova molto più avanti rispetto al resto della difesa. Se siete Gasperini siete felici, se siete altri allenatori (in questo caso Gattuso) non lo siete.


Esempio?

Caldara si fa attirare dall'avversario e dal pallone e concede un 1vs1 tra Romagnoli e l'avversario con il numero 77 e Laxalt con un altro avversario.

Concetto ancor più esasperato quando si parla di marcature preventive.

E qui si capiscono tante cose.


Caldara lascia la propria posizione difensiva e sale in avanti verso Caicedo:

Da qui in poi parte la ricerca dell'uomo e dell'anticipo:

Il difensore si avvicina ancora di più a Caicedo e cerca sia l'anticipo che il contatto con l'attaccante.


Questo può avvenire anche nella difesa a 4? Dopo risponderò.

Nelle immagini precedenti c'era una possibilità che il pallone arrivasse a Caicedo. In questa immagine, invece, ci sarà una marcatura preventiva pura anche se il pallone non sarebbe potuto arrivare all'attaccante laziale nell'immediato:

Ancora una volta Caldara è più vicino alla porta avversaria che alla propria. Arriviamo, quindi, alla domanda fondamentale: puoi giocare in questo modo in una difesa a 4? Bisogna dividere le questioni a seconda della situazione. Se un difensore sale tantissimo per cercare la marcatura preventiva, per cercare un anticipo lo può fare anche in una difesa a 4 ma ci deve essere un difensore, nel suo reparto, bravo nella copertura degli spazi. Quante volte, infatti, abbiamo visto Bonucci che lo fa per Chiellini? Per rimanere in tema Milan vediamo Kjaer che lo fa per Tomori. Quando si hanno difensori che hanno la mentalità adatta per un gioco proiettato in avanti, bisogna avere anche un difensore che ha la mentalità adatta per poter coprire e per poter garantire equilibrio.

Questo, però, avviene quando si è nella metà campo avversaria.

Quando si gioca nella propria metà campo avversaria bisogna anche capire come si gioca di reparto ed è, probabilmente, la questione principale sulla quale Gattuso voleva lavorare. Il problema non era avere Caldara che sale tantissimo, il problema era non averlo dietro quando c'era da proteggere la profondità o l'area di rigore.

L'ex allenatore del Milan doveva comunque garantire degli equilibri a tutta la squadra e a tutto il reparto. In quel Milan non c'era un Kjaer ma c'erano Musacchio e Romagnoli, non due calciatori con le caratteristiche del difensore danese.


Senza gli infortuni avremmo visto, probabilmente, l'esplosione di Caldara. Un difensore che avrebbe imparato tantissimi concetti e che sarebbe potuto essere ancor più completo.