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De Paul: da trequartista a regista


"De Paul sta deludendo le attese" è una frase molto utilizzata ultimamente. Dietro il suo rendimento, però c'è altro da considerare.


La questione principale, su cui farò attenzione nell'analisi che state per leggere, riguarderà un aspetto fondamentale per un calciatore che passa da una squadra chiamata "piccola" ad una squadra chiamata "grande": passare dall'essere il leader tecnico all'essere "uno dei tanti".

Ovviamente il tutto considerando i dati, quindi numeri nudi e crudi, e la parte tattica che non può non mancare.


Parto subito con alcune statistiche:

TIRI TOTALI Atletico Madrid (2021-2022, all'11° giornata de LaLiga dell'argentino): 1,2 tiri ogni 90 minuti. Udinese (2020-2021): 2,3 tiri ogni 90 minuti Udinese (2019-2020): 2,7 tiri ogni 90 minuti Ovviamente anche meno gol: ad Udinese era arrivato due volte a quota 9 gol in Serie A; all'Atletico Madrid dopo 15 partite nemmeno un gol. DRIBBLING Atletico Madrid: 1,4 dribbling provati ogni 90 minuti Udinese (2020-2021): 5,1 dribbling provati ogni 90 minuti

PERCENTUALE PASSAGGI Atletico Madrid: 84,3% Udinese (2020-2021): 79,8% In sostanza de Paul tira e dribbla di meno rispetto al periodo bianconero ma ha una percentuale maggiore nei passaggi. Primo sentore di un chiaro cambiamento dei compiti, non del ruolo. Perché all'Atletico Madrid gioca nello stesso ruolo in cui giocava nell'Udinese: mezzala o centrocampista nel centrocampo a 2). I compiti sono la chiave di tutto. Come da titolo, l'argentino è un po' meno "trequartista" (come ad Udine) e un po' più "regista".

Parto subito con la questione fondamentale dei compiti. Se prima de Paul, da mezzala, aveva tanta libertà sia di movimento che di scelta, all'Atletico la questione è diversa. Lancio lungo dalla difesa per la corsa di Trippier:

L'argentino rimane a sostegno per poter concedere non solo il retropassaggio ma per dare anche copertura al difensore esterno dell'Atletico. In avanti ci sono altri calciatori offensivi:

L'argentino si preoccupa nuovamente di rispettare la propria posizione senza avvicinarsi al pallone (al gioco) e senza salire in avanti. Vicino all'area di rigore, infatti, ci sono tre calciatori come Griezmann, Suarez e Correa. De Paul deve garantire palleggio davanti alla propria difesa, non vicino all'area di rigore avversaria.

Ora mi concentrerò principalmente su come passare da una squadra come l'Udinese all'Atletico Madrid cambi tanto, anche per l'importanza tattica, tecnica e mentale.


Ora immaginate Samir al posto di Hermoso in questa azione:

Quale sarebbe la scelta del difensore dell'Udinese che ha de Paul in squadra? Probabilmente cercherebbe subito l'argentino (anche libero). Nell'Atletico Madrid, però, non funziona proprio così:

Subito passaggio per Suarez che si smarca tra le linee con de Paul che può solo guardare l'azione. La questione fondamentale non riguarda il toccare tanti o pochi palloni. Anzi, secondo i dati de Paul effettua più passaggi nell'Atletico Madrid rispetto all'ultimo anno di Udinese. La questione è facilmente capibile: l'Atletico Madrid effettua circa 60 passaggi in più, di media, rispetto all'Udinese dello scorso anno. I calciatori toccano più palloni (de Paul compreso). La differenza per l'argentino riguarda il fatto che toccasse, in percentuale, più palloni rispetto ai tocchi di tutto l'Udinese.

Per fare un esempio: se l'Udinese effettuava 600 tocchi, magari 100 erano di de Paul. Se l'Atletico Madrid effettua 800 tocchi, 110 sono di de Paul. Più tocchi ma minor percentuale rispetto ai tocchi totali.

Allo stesso tempo, come descritto all'inizio dell'articolo, de Paul effettua più passaggi, meno tiri e meno dribbling. I suoi tocchi si trasformano principalmente in passaggi.

Condividere il centrocampo con Koke significa anche non essere il primo calciatori ricercato:

Nuovamente una situazione in cui un difensore preferisce passare la palla ad un altro compagno piuttosto che a de Paul. In questo caso Koke è anche di spalle agli avversari mentre de Paul può contare su una visione del gioco migliore.

Proprio in relazione a quest'ultima immagine impossibile non notare come i suoi passaggi vengano effettuati in modo diverso rispetto al periodo bianconero:

L'argentino riceve palla da Savic e si gira. Questione che accadeva anche ad Udine e ci sta.

Subito dopo verticalizzazione improvvisa (e molto bella):

Griezmann riceverà il pallone. Questa tipologia di passaggio veniva effettuata anche ad Udine ma non con così tanta frequenza e, soprattutto, non in situazioni in cui la squadra può alzare il baricentro. Se l'Udinese alzava il baricentro potevamo vedere de Paul più offensivo. Se l'Udinese abbassava il baricentro e cercava la transizione offensiva, potevamo vedere passaggi immediati per gli attaccanti.

Nonostante questo, però, de Paul comanda costantemente il gioco cercando di suggerire linee di passaggi, movimenti, passaggi e altre giocate ai propri compagni.

In questa situazione chiede a Trippier di salire in avanti. Il motivo? Come vedremo dopo, l'obbiettivo di de Paul è quello di allargarsi per far salire il proprio difensore esterno (come visto in un'immagine a inizio articolo). E poi, ovviamente il suggerimento dei passaggi e della manovra offensiva che viene fatta partire da Gimenez e indirizzata dallo stesso argentino.

Indicazione di passaggio per Savic.

Un altro spettacolare suggerimento è stato effettuato per Correa. In questo caso de Paul gli dice di avvicinarsi.

Con la mano sinistra gli suggerisce la mossa. De Paul, infatti, si allarga e permette di creare una linea di passaggio tra il portatore di palla (Savic) e Correa:

Ed ecco come l'argentino attiri l'avversario per creare spazio e linea di passaggio tra Savic e Correa. Insomma, de Paul "sta giocando male" non perché segna meno ma semplicemente perché i suoi compiti sono diversi rispetto a quelli che aveva all'Udinese. Se prima era una sorta di trequartista, ora è più un regista che gioca davanti alla difesa e che permette ai propri compagni più offensivi di stare in avanti. Bisognerebbe evitare di giudicarlo per i "bonus".