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I duelli impressionanti di Bremer


Il difensore del Torino sta alzando il proprio rendimento grazie anche alla filosofia difensiva di Ivan Juric. Un aspetto fondamentale riguarda i duelli, gli 1vs1 in più situazioni di gioco. Ciò su cui mi concentrerò in questo articolo sarà il marcamento con qualche differenza tra attaccanti avversari e, quindi, su come lo stesso Bremer cerchi di adattarsi. Il rendimento migliore è frutto sia di una normale crescita del difensore che acquisisce sempre più esperienza e leadership e anche grazie alla filosofia difensiva dell'allenatore del Torino che cerca i duelli e che mette Bremer nelle condizioni di poter marcare, dare pressione e recuperare più palloni possibili. Proprio su quest'ultimo tema non possiamo non concentrarci sul fatto che ad ora, 12° giornata, Bremer sia il calciatore della Serie A a recuperare più palloni: 139 secondo i dati della Lega Serie A. In poche parole circa un pallone recuperato ogni 7 minuti. Impressionante. Chi ha puntato gli occhi proprio sul difensore, magari anche tifosi di altre squadre, penserà ad una frase che spunta fuori quasi sempre quando si parla di difensori che giocano in una difesa a 3: "Può giocare solo in una difesa a 3". Da questa frase io mi sono quasi sempre dissociato perché il difensore non viene valutato in base al numero dei difensori centrali ma in base alle proprie caratteristiche e in base alle caratteristiche del o dei compagni di reparto (oltre che dell'intera squadra e del modello di gioco imposto dall'allenatore). Parlerò di Bremer, quindi, evidenziando le sue caratteristiche e facendo notare qualcosa sul modello di gioco di Juric.

Come ho scritto in precedenza, Bremer si adatta facilmente al calciatore da marcare. Generalmente, giocando da difensore centrale della difesa a 3, la prima punta avversaria.


In questo caso vediamo Nzola:

L'attaccante dello Spezia sa svariare per tutto il fronte offensivo ma rimane comunque un calciatore a cui piace se gli viene lanciata la palla sulla figura, che siano passaggi bassi o alti. In questa situazione vediamo Bremer che si attacca tantissimo all'attaccante dello Spezia anche a costo di dover rischiare qualora Nzola attaccasse la profondità. Il difensore del Torino si fa, quindi, sempre sentire, anche con il contatto con gli arti superiori.


Successivamente:

Nzola va, quindi, verso la palla per ricevere il passaggio e da qui vediamo come Bremer cerchi sia l'anticipo o comunque di dare pressione all'attaccante. Qui possiamo già notare un principio di gioco molto caro a Juric ma anche a Gasperini (su cui si può fare un ragionamento molto simile). Il problema non è "difesa a 3" o "difesa a 4". La questione fondamentale è che i difensori di Juric devono avere la mentalità nell'andare verso avanti per cercare anticipo o dare tanta pressione. Di conseguenza, però, c'è da staccarsi dalla linea difensiva. Difensori del genere possono giocare con altre fasi difensive? Assolutamente sì ma, ovviamente, bisogna calcolare anche il compagno di reparto. Per fare un esempio: Tomori sa andare in avanti ma lui può contare su Kjaer che gioca più di posizione. Stessa cosa per la coppia "Bonucci - Chiellini" e, in passato, anche "Koulibaly - Albiol". Una squadra vuole comprare Bremer? Ci deve essere un difensore come Kjaer, Bonucci o Albiol che possano garantire equilibrio e copertura.

Quindi in precedenza abbiamo visto come Bremer si comporti con attaccanti che vanno verso la palla. Ma cosa succede con attaccanti che attaccano la profondità? Prendo un'immagine che ho creato dopo la partita disputata tra il Napoli e il Torino:

In questo caso vediamo Bremer che si comporta in modo totalmente diverso rispetto a quanto fatto con Nzola, il tutto per evidenti caratteristiche differenti tra i due attaccanti. Qui abbiamo Osimhen che è bravissimo nell'attaccare la profondità. Lo sa fare non solo grazie alla sua velocità notevole ma anche grazie ai suoi tempi di smarcamento e, ovviamente, anche grazie ai compagni che lo sanno servire.


Il difensore del Torino, in questo caso, si allontana notevolmente da Osimhen per cercare di garantire più copertura della profondità concessa tra lui e la porta. Il tutto, per far capire ancora di più il concetto espresso sul modello di gioco di Juric, gestendo la situazione completamente da solo quindi un 1vs1 puro e non movimenti di reparto (Rodriguez e Djidji non potrebbero aiutarlo).

I due hanno raggiunto, secondo i dati della Lega Serie A, queste velocità:

1) Bremer, 31,95 km/h

2) Osimhen, 32, 29 km/h Il difensore brasiliano, insomma, sa comunque raggiungere e mantenere alte velocità.


La pressione che Osimhen ha ricevuto per tutta la partita è stata del 65,81%, una percentuale buona ma non elevata.

Il motivo è facilmente capibile: Bremer cercava di proteggere la profondità per eventuali lanci lunghi per Osimhen. Il difensore del Torino, infatti, sa garantire percentuali maggiori per il dato "pressione" ma con un avversario come Osimhen il dato deve essere diverso.

A dimostrazione di come giocare per Juric sia diverso rispetto a giocare con tanti altri allenatori metto un'altra immagine che fa capire tutto:

In questa azione vediamo sia Bremer che Djidji che salgono in avanti, cercano il contatto con l'avversario. Non vediamo coperture particolari del centrocampo, non vediamo un difensore che va dietro di loro per coprire. Bisogna, quindi, parlare meno dei numeretti dei sistemi di gioco e più dei principi di gioco.


Il difensore brasiliano sa, quindi, abbandonare la propria posizione per più situazioni. In questa, ad esempio, dopo un duello aereo...

... lo vediamo salire in attacco per continuare la transizione offensiva del Torino:

Da qui prende la sponda di Belotti per poi...

Continuare la propria corsa verso l'area di rigore risultando il calciatore più offensivo della squadra. Ecco, qui magari qualcosina sul fatto che ci sia una difesa a 3 la si può dire. Avere altri due difensori dietro può garantire più copertura. Ma anche in situazioni di difesa a 4 vediamo come tanti difensori cerchino di dare la carica alla squadra effettuando queste corse. A coprirli ci penserà un difensore esterno o un centrocampista centrale.


In altre situazioni, invece, vediamo come Bremer sia quasi ossessionato dalla volontà di recuperare la palla. Altro duello con Giroud:

In questo caso Bremer non recupera il pallone perché l'attaccante francese lo scarica prima. Tuttavia il difensore del Torino non si ferma e...

Spinge addirittura il proprio compagno di squadra, Linetty, e continua la propria corsa su Tonali.

Anche Tonali passa la palla e Bremer continua la rincorsa:

In questa azione Bremer spazza il pallone fermando, di fatto, l'azione milanista.


In questa situazione abbiamo visto Bremer che mette tantissima carica agonistica con tanta voglia di recuperare. Questo lo possiamo vedere anche quando c'è da avere dei veri duelli fisici con calciatori comunque possenti e l'esempio di Giroud è calzante:

Il difensore granata si esalta anche in queste situazioni.

Cosa succede, però, quando Bremer deve marcare in area di rigore. Ho voluto prendere questa immagine che è molto significativa:

Il difensore granata non cerca subito il contatto fisico ma protegge la propria zona di competenza. Allo stesso tempo, però, lo vediamo molto reattivo e, infatti, proprio in questa immagine possiamo vederlo mentre saltella per cercare di rimanere il meno statico possibile.