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Il percorso di crescita di Hamed Traoré (e il cambio ruolo)


I tantissimi cambi ruolo di Traoré sono un bene o un male?

Con De Zerbi, Traoré ha giocato nei seguenti ruoli:

- Trequartista centrale - Mezzala (destra e sinistra) - Attaccante esterno (destra e sinistra) - Attaccante centrale (con compiti da "falso 9") - Centrocampista centrale (nei due di centrocampo)

Togliendo porta e difesa ha praticamente giocato ovunque. Traoré è una riserva (quasi di lusso) e non è mai riuscito a prendersi il posto da titolare in modo effettivo, il tutto nonostante in alcune partite abbia avuto dei picchi di rendimento pazzeschi.


Con Alessio Dionisi, invece, sembrava che il centrocampista del Sassuolo dovesse continuare quel giro di "gioco dove c'è spazio" senza riuscire a specializzarsi in un ruolo con continuità. E poi il cambio di sistema di gioco che passa dai due centrocampisti centrali ai tre centrocampisti, dall'1-4-2-3-1 all'1-4-3-3 con Traoré che riesce a prendersi il posto da titolare giocando da mezzala sinistra. Un modo per valorizzare anche Frattesi che da mezzala può avere più libertà di movimento, un modo per cambiare qualche carta, un modo per sopperire alla mancanza di Djuricic e per vedere Raspadori più esterno che centrale.


Traoré, quindi, è riuscito a trovare più continuità e a giocare in un ruolo in cui può fare più o meno tutto. Ma ci sono dei "ma". Il centrocampista ivoriano, va ricordato, è un classe 2000 e ovviamente bisogna tener conto del fatto che debba crescere e debba avere l'occasione di sbagliare.

In questo articolo, infatti, vedrete proprio qualche aspetto da tener conto qualora Traoré dovesse continuare il proprio percorso di crescita nel ruolo di mezzala.

Innanzitutto un breve riepilogo del ruolo e di qualche compito. Mezzala sinistra del centrocampo a 3:

Lopez al centro, Frattesi mezzala destra e lo stesso Traoré mezzala sinistra.


Qualora Raspadori dovesse perdere la posizione (per vari motivi come pressing, pressione sbagliati o transizione difensiva), ecco che Traoré sa comunque comportarsi da centrocampista esterno:

Ruolo che ha ricoperto più volte proprio con il Sassuolo.


E ciò non cambia quando c'è da andare a pressare:

Traoré lascia il centrocampo per andare in linea con l'attaccante centrale.

Ciò che Traoré potrà migliorare in questo ruolo riguarderà sicuramente una proprietà di palleggio diverso rispetto a quando giocava da trequartista o attaccante esterno. Da mezzala, infatti, Traoré deve cercare di garantire, con il suo posizionamento, sempre un appoggio o un sostegno ai portatori di palla permettendo, così, il proseguo del palleggio e della manovra offensiva del Sassuolo.

Anche a costo di scendere tanto:

In questo caso, ad esempio, lo vediamo mentre si allarga per permettere a Rogerio, il difensore esterno sinistro, di poter salire in avanti.


E la questione "Rogerio" risulta importantissima anche quando è lo stesso difensore esterno ad avere il pallone:

In questo caso Traoré si mette al suo fianco ma Rogerio sceglie giustamente di tornare indietro da Ferrari. I motivi sono diversi:

Il posizionamento e la postura di Traoré non potevano garantire uno sviluppo offensivo migliore e qui possiamo anche intravedere un problema con Raspadori (che approfondirò dopo).

Situazione in cui Traoré riesce ad essere posizionato meglio:

Ma si ritorna al discorso di base con Traoré che, in questo ruolo, deve saper fare tutto e se necessario anche rimanere dietro per garantire un passaggio. Soprattutto con un difensore esterno offensivo come Rogerio.


Il fatto di aver giocato in più ruoli lo aiuta in parecchie situazioni. In questa azione, ad esempio, vediamo Traoré che si comporta quasi da trequartista:

Posizionamento tra le linee (difesa e centrocampo) e anche tra due calciatori della stessa linea (McKennie e Chiesa), spalle alla porta e opportunità di poter velocizzare l'azione.


Anche se la questione "velocizzare" risulta decisamente da migliorare per lo stesso centrocampista ivoriano.

A Traoré, infatti, piace portare la palla, condurla, attirare l'avversario ed eventualmente cercare il dribbling (in cui è veramente bravo).


Se in alcuni casi questo porta dei vantaggi, in altri no.


I vantaggi, come scritto prima, possono essere quelli di attirare l'avversario:

In questo caso McKennie va su Traoré ed uscendo dalla linea vediamo Rabiot che è costretto a stringere e, di conseguenza, si verifica più spazio per Berardi e Muldur con il centrocampista ivoriano che può passarla ad uno dei due.


In altre risulta essere motivo di perdita del pallone:

In questa azione è Chiesa che da dietro lo recupera e gli ruba il pallone nonostante Traoré avesse tanto spazio e tempo a disposizione per decidere cosa fare.

Questo dipende anche da una lentezza nella scelta di gioco che si verifica in qualche situazione. Con più velocità nel decidere cosa fare, infatti, vedremo un Traoré molto più decisivo in tantissime situazioni proprio perché i mezzi atletici sono impressionanti (velocità nel breve notevole) e ancor più quelli tecnici con buona qualità nel passaggio, nel tiro e buonissima qualità nel dribbling.


Un'azione emblema di poca velocità nella scelta è questa:

Traoré controlla e avanza. Potenzialmente l'ivoriano può o calciare in porta (tanto spazio a disposizione) o passarla a Frattesi, il calciatore che si trova in area di rigore.

Ripeto: lo spazio è notevole e con la sua bravura tecnica può fare tutto (segnare o fare assist).


Il centrocampista, però, prende tempo e alla fine fa una scelta che non risulta essere ottimale:

Passaggio a Raspadori che risulterà essere in una situazione non migliore rispetto a Frattesi e lo stesso Traoré.

Da ora, invece, cercherò di mettere in evidenza i problemi e ciò che c'è ancor più da migliorare e tutto questo riguarderà la pura tattica e l'intesa con i suoi compagni di squadra.

Il Sassuolo costruisce da dietro e si verifica questa situazione:

Traoré si abbassa tantissimo pensando, magari, di essere utile alla squadra. Lopez, però, decide di "mandarlo via" (con il braccio destro). Il motivo è presto detto: il Sassuolo non aveva bisogno di avere Traoré dietro. I neroverdi potevano contare su Ayhan, Ferrari, Lopez e Consigli, quattro calciatori che venivano pressati da due calciatori avversari, Morata e Dybala. La situazione di superiorità numerica era già verificata e non serviva un altro calciatore in quella posizione. Ancor più se teniamo conto del fatto che se dietro c'è superiorità numerica, davanti c'è inferiorità numerica e quindi Traoré doveva aiutare gli attaccanti.


Ed ecco che approfondisco la questione Raspadori.


L'attaccante del Sassuolo, anche se gioca da attaccante esterno, è comunque costantemente alla ricerca del pallone e spesso possiamo vederlo svariare e lasciare la fascia. Traoré è un altro calciatore che comunque cerca di farsi passare il pallone e come scritto in precedenza lo fa in più modi. Ecco una situazione in cui i due si calpestano quasi i piedi:

Di chi è la colpa? Se parliamo di posizioni sulla carta, ovviamente, ci viene da parlare di Raspadori che doveva stare più largo. Il campo e la carta, però, sono due cose diverse e qui bisognerebbe capire bene ciò che chiede Dionisi ad entrambi.

E poi c'è inevitabilmente la fase difensiva.


L'allenatore del Sassuolo sta cercando di spingere sulla costanza di Traoré nel ruolo di mezzala e il centrocampista dovrà comunque migliorare la fase difensiva.


Una semplice posizione sbagliata può portare a questo:

Rogerio si ritrova completamente da solo contro McKennie e Chiesa. Ferrari, il difensore centrale di sinistra, poteva aiutarlo? Sì, ma avrebbe dovuto lasciare la propria posizione garantendo più spazi agli attaccanti della Juventus.


E quando l'azione juventina si sviluppa si verifica questo:

McKennie solo e Chiesa che gliela può passare. Traoré troppo lontano dal centrocampista della Juventus.


Come scritto prima, stiamo parlando di un 2000 che sta avendo un po' più di continuità in un ruolo che non aveva mai fatto con costanza al Sassuolo (ripeto, al Sassuolo).


Ora starà a lui continuare a prendersi la maglia da titolare e ad esplodere definitivamente.