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Il sacrificio di Morata


Si parla spesso di Morata che segna poco. Ma lui è davvero una prima punta? La domanda è ovviamente provocatoria. Di base lui è un attaccante centrale ma per le sue caratteristiche e per come viene utilizzato non diventa il calciatore fondamentale su cui affidare quei 20-30 gol a stagione. Soprattutto con Allegri e lo dicono i numeri: Stagione 2014-2015: Serie A: 8 gol e 5 assist Champions League: 5 gol e 2 assist Stagione 2015-2016: Serie A: 7 gol e 7 assist Champions League: 2 gol e 2 assist Nella scorsa stagione con Andrea Pirlo, Morata ha addirittura registrato 11 gol e 10 assist in Serie A. Tutti questi dati sono impressionanti per il numero di assist confrontati con i gol. Di base, quindi, Morata ha una fortissima propensione nell'ultimo passaggio, l'assist vincente piuttosto che nel tiro finale. Tutto questo lo si può tranquillamente notare anche in questa stagione. Prendo i dati della Lega Serie A (alla 12° giornata compresa):

TIRI TOTALI Morata ha effettuato 18 tiri totali in 715 minuti. Dybala 32 tiri in 665 minuti. Chiesa 17 in 619 minuti. L'attaccante spagnolo calcia meno rispetto a calciatori offensivi ma, in linea teorica non quanto lui, come Dybala e Chiesa.


PASSAGGI CHIAVE

Morata è il secondo calciatore della Juventus per passaggi chiave: 15 (Cuadrado, il primo, è a quota 17). Dybala, ad esempio, ne effettuato ha 12. Chiesa 11. L'attaccante spagnolo realizza più passaggi chiave e cerca di far segnare i suoi compagni, più di quanto lo facciano, nuovamente, Dybala e Chiesa. Già da questi dati possiamo capire come i calciatori più offensivi siano proprio Dybala e Chiesa e come Morata abbia numeri più da "trequartista". Andiamo a vedere con le immagini se tutto questo corrisponde al vero sul campo.

I numeri ci parlano di Morata che cerca tanti passaggi chiave e che ha una media tiri inferiore rispetto a Dybala e Chiesa. E non mentono.

Morata, durante la partita, va tantissime volte verso la palla, si allontana dai difensori avversari e dell'area di rigore avversaria e permette ai suoi compagni di avvicinarsi o di correre nello spazio lasciato libero dallo stesso spagnolo.


Parto con il lavoro di Morata da "trequartista" che, ormai, è diventato più da "attaccante moderno" anche se con lo spagnolo è un concetto ancor più accentuato:

In questo caso Morata si abbassa tantissimo e lancia la palla, di prima intenzione, a Rabiot che scatta sulla fascia e in profondità. L'attaccante della Juventus effettua questi passaggi che possono essere complicati per tanti attaccanti. Lo fa mentre corre verso la palla, quindi con quest'ultimo che va verso di lui, effettua il passaggio di prima intenzione anche se deve lanciarla alle sue spalle, si smarca con i giusti tempi e subisce un buon numero di falli. In questa azione vediamo Rabiot ma ci sono tanti altri esempi.

Azione molto simile ma dall'altra parte del campo con McKennie:

Ancora una volta ottimo smarcamento (lo si capisce dalla distanza avuta da Milenkovic) nello spazio e con la giusta tempistica e ancora una volta passaggio di prima intenzione, questa volta per la corsa di McKennie. Bene, in questo momento è l'americano a trarne vantaggio? Non proprio. Facendo continuare l'azione vediamo che:

Chiesa è il calciatore più offensivo della squadra. L'attaccante esterno ha corso proprio nello spazio lasciato libero da Morata (e da Milenkovic che lo rincorreva) eludendo il marcamento di Odriozola potendo, quindi, correre in area di rigore per comportarsi praticamente da attaccante centrale. In questo momento Morata non si vede nemmeno nell'inquadratura mentre Dybala, McKennie e lo stesso Chiesa possono correre in avanti, verso la porta.


Sarebbe meglio utilizzare il termine "giocata da trequartista" che da "attaccante moderno". É vero, ci sono tanti attaccanti centrali che sanno giocare in questo modo. Higuain se vogliamo rimanere in tema Juventus, Suarez o Ibrahimovic. Solitamente questi tre attaccanti, però, riescono comunque ad essere molto più presenti in area di rigore per andare a segnare. Morata, invece, viene sacrificato tantissimo.

Chiesa attaccante centrale? Rivediamolo:

Ancora una volta Morata va verso la palla e fa da sponda per l'inserimento di Dybala. Chiesa è, nuovamente, il calciatore della Juventus più offensivo e più vicino alla porta avversaria. Le situazioni in cui questo si può verificare sono tantissime e Morata si ritrova, spesso, ad essere più lontano rispetto alla porta di tanti suoi compagni:

In questo caso ci sono Rabiot, Chiesa e Dybala più McKennie che può correre in avanti ed avere il vantaggio, rispetto a Morata, di poter correre senza il pallone tra i piedi. Potenzialmente 4 calciatori più vicini alla porta avversaria rispetto all'attaccante spagnolo. A volte anche con il difensore esterno (in questo caso Alex Sandro):


In queste azioni lo abbiamo visto mentre cerca di andare verso la palla e, quindi, quando la riceve e la passa o la conduce in avanti.

Ma cosa succede quanto lo spagnolo non ha la palla e non è lui il calciatore che deve riceverla? Potenzialmente succede che anche in questo caso sono i suoi compagni a trarne vantaggio per quanto riguarda la pericolosità offensiva.

Danilo conduce palla e, nel frattempo, Morata cerca la linea di passaggio e Dybala attacca la profondità. Immagine perfetta per far capire che a volte i due si comportano in modo totalmente opposto rispetto al "ruolo" (è meglio usare "compiti") in cui li vediamo. Dybala che sa giocare tra le linee, che crea linee di passaggio pulite, in questo caso attacca l'area di rigore. Morata che sa attaccare la profondità, in questo caso si comporta da trequartista. Stessa questione per Chiesa:

Morata si abbassa, attira Milenkovic e libera lo spazio per Chiesa che corre in profondità. Potenzialmente anche Alex Sandro potrebbe ricevere il pallone da de Ligt.

Questo può manifestarsi anche quando c'è da entrare in area di rigore. Con Allegri, infatti, vediamo spesso dei centrocampisti che si comportano da mezzali anche se giocano in un centrocampo a 2. Lo abbiamo visto con la coppia di centrocampo formata da Pjanic e Khedira con il primo che stava più basso, davanti alla difesa, e il tedesco che si inseriva in area di rigore. La stessa cosa la possiamo notare con Locatelli e McKennie (più Rabiot a sinistra). Ancor di più con altri calciatori come Chiesa che entra in area di rigore o Dybala che si inserisce da dietro.

Palla sulla fascia con Rabiot e Alex Sandro che la gestiscono e Morata che va verso di loro con McKennie e Chiesa che sono più centrali.


Questo, però, non significa che Morata non entri mai in area di rigore. In questa azione lo spagnolo preferisce allontanarsi per vari motivi. Magari è un qualcosa di concordato, magari ha visto che in area di rigore potevano andarci i due suoi compagni, magari voleva aiutare Rabiot e Alex Sandro.

Il suo spirito di sacrificio, però, non lo si vede solo nel permettere ai suoi compagni di poter essere più offensivi ma anche quando c'è da difendere o da recuperare il pallone.

Come non parlare, infatti, della pressione che Morata cerca di dare a chi ha la palla, a volte anche troppo generoso. Come in questa azione. Morata si trova dietro (rispetto alla porta avversaria) Dybala:

Odriozola passa la palla a Terracciano:

Da qui parte la corsa di Dybala che, essendo il più vicino, poteva andare sul portiere della Fiorentina. Eppure Morata compie uno sprint notevole e, di fatto, blocca Dybala impedendogli di correre verso Terracciano (sia a livello quantitativo che qualitativo, quindi nel non effettuare quei metri e a non farli ad alte velocità).


Infatti Dybala si ferma e Morata prosegue la corsa (ad alte velocità) su Terracciano:

Da qui arriva il lancio del portiere viola che, però, viene respinto dall'attaccante juventino.

Altro caso in cui Morata risparmia la corsa al compagno argentino? Bene, altro retropassaggio, questa volta dalla parte opposta con Biraghi che la passa a Terracciano. Morata è il calciatore più offensivo della Juventus e va proprio in pressione sul portiere della Fiorentina.

Essendo lo spagnolo su Terracciano, ci dovrebbero essere gli altri compagni che cercano di adattarsi nel migliore dei modi per evitare inferiorità numeriche varie e per continuare il pressing che vede Morata vicino alla porta.


Tuttavia l'attaccante spagnolo continua la sua corsa anche dopo il passaggio di Terracciano:

Passaggio a Milenkovic e Dybala, che inizialmente stava andando sul difensore per pressarlo, si ferma e cerca un altro calciatore da marcare. Morata, invece, continua la corsa e si fionda su Milenkovic recuperando l'inferiorità numerica momentanea e risparmiando, nuovamente, fiato e corsa al compagno numero 10.

Insomma, in tante partite vediamo come Morata si sacrifichi tantissimo per i compagni. Ronaldo faceva l'opposto e raccoglieva i frutti del sacrificio degli altri compagni. Nonostante i gol veniva comunque criticato perché non si sacrificava. Se dobbiamo parlare di Morata, però, dobbiamo descrivere tutti questi movimenti e giocate che fa. E i suoi compagni dovrebbero cercare di approfittarne maggiormente.