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L'acufene per un calciatore


L'acufene è una malattia abbastanza diffusa ma che non è tanto conosciuta. Anzi, in teoria non viene nemmeno catalogata come "malattia", più come un "disturbo". Eppure per questo disturbo ci sono stati tanti casi di suicidi e tanti casi di depressione.


Cosa è, per farla breve, l'acufene? L'acufene è un disturbo dell'orecchio in cui il soggetto sente dei rumori. Possono essere dei fischi, dei ronzii o altri rumori fastidiosi. Avete presente quando sentite un fischio nell'orecchio? E per ridere si dice "Qualcuno mi sta pensando"? Ecco, una persona che soffre di acufene sente quel fischio 24 ore su 24 (o per chi ha una forma di acufene più blanda in vari momenti della giornata).

Ma cosa c'entra l'acufene con il calcio?

Innanzitutto c'è da sapere che il 10-15% della popolazione soffre di acufene. Quindi non è poi così complicato trovare persone che praticano attività fisica e che soffrono di questo disturbo. La cura? Diciamo che c'è chi riesce a curarsi e chi non ci riesce proprio, dovendosi tenere il disturbo.


Io faccio parte di questo 10-15% della popolazione, per esempio.


E cosa succede dopo che gioco a calcio? Giocando a calcio, ovviamente, mi affatico. Questo comporta un aumento della forza dell'acufene. Insomma, per un periodo di tempo io sento un fischio fortissimo nelle orecchie, anche se mi sto semplicemente facendo la doccia. Ci sono casi di persone che soffrono di acufene solo dopo un'intensa attività fisica.


E poi ci sono casi di persone che soffrono di acufene anche durante la partita.


Cosa succede, quindi, all'interno di questa partita?

Partiamo subito da un presupposto: ci sono due momenti. Il primo momento è quando sei talmente preso dalla partita, dalla situazione, da quello che devi fare tu, da quello che stanno facendo gli avversari e i tuoi compagni che NON senti l'acufene. Sei talmente concentrato su un insieme di cose che non senti nessun fischio o rumore.

Il secondo momento, che in teoria non dovrebbe capitare, è quando "stacchi la spina". Nel senso che torni "nel mondo reale" e ti viene in mente il fatto che tu soffra di acufene. In quel momento potresti sentire l'acufene nonostante tu stia facendo altro. Questo, ovviamente, potrebbe disturbare le tue prestazioni sportive ed è per questo che bisogna cercare di essere il più concentrati possibile nella partita, con tutte le difficoltà del caso.

Michele Caparezza, non di certo un amante del calcio, soffre di acufene e ha creato una canzone dal titolo "Larsen", un nomignolo che ha dato al proprio fischio. Nel ritornello della canzone troviamo le frasi che recitano:

"Fischia l'orecchio infuria l'acufene

Nella testa vuvuzela mica l'ukulele" Noi amanti del calcio conosciamo bene la parola "vuvuzela", grazie ai Mondiali del 2010 in cui in tutti gli stadi in cui si giocava, in Sudafrica, gli appassionati suonavano questo strano strumento per fare baldoria.

Ciò che vuole far capire Michele Caparezza è il fatto che questo disturbo non è un sollievo (come il suo suono di un ukulele) ma è proprio un fastidio stile vuvuzela.


Nel calcio non conosciamo calciatori con questo disturbo. Non so se perché non hanno mai avuto interesse nel dichiararlo o se semplicemente sono riusciti a curarsi. Eppure, dopo una partita, quel fischio potrebbe farci compagnia mentre ci cambiamo e ci laviamo.