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La Sampdoria di Marco Giampaolo

La Sampdoria di Marco Giampaolo non ha ottenuto risultati clamorosi come una qualificazione nelle coppe europee o la vittoria di una Coppa Italia. Eppure è stata una squadra che è riuscita a farci divertire non solo grazie al gioco di Giampaolo sviluppato dai calciatori, ma anche grazie al talento di tanti calciatori della Sampdoria. Inevitabile pensare ad Andersen, a Skriniar, a Praet o a Schick, ma anche alla consistenza dei vari Quagliarella, Ekdal e altri.


Andiamo, quindi, a conoscere i pregi e difetti della Sampdoria di Giampaolo. Analizzerò la Sampdoria 2018-2019, l'ultima stagione di Giampaolo ma anche quella che ha ottenuto il miglior piazzamento (dell'era Giampaolo): .


Giampaolo, come ben sappiamo, ama tantissimo il modulo 1-4-3-1-2. Gli interpreti per poter usare quel modulo erano ottimi in quella Sampdoria ed è impossibile non citare il centrocampo formato da Linetty, Ekdal e Praet (o le riserve Vieira, Barreto e Jankto).

Questi centrocampisti riuscivano a garantire un buon possesso. 53,7% di possesso palla medio a partita, 5° squadra in Serie A nella stagione 2018-2019. In tutto ciò, però, riuscivano anche ad essere abbastanza veloci per delle improvvise verticalizzazioni.


FASE OFFENSIVA:

La corsa dei centrocampisti era estremamente importante. Praet e Linetty, ovviamente, interpretavano il ruolo di mezzala in modo diverso. A Praet piaceva agire per vie più centrali ma non aveva il minimo problema nello spostarsi per vie laterali quando la situazione lo richiedeva (come in foto). A Linetty piace agire per vie esterne. In questo caso, però, la sua intelligenza gli permette di occupare lo spazio lasciato vuoto da Saponara che si era momentaneamente allargato. In area di rigore le due punte che aspettano dei passaggi o dei cross.


Gli attaccanti avevano un ruolo importante per la manovra offensiva della Sampdoria:

Se c'era la necessità di giocare la palla bassa all'attaccante, la punta di riferimento (in questo caso Quagliarella) si abbassava favorendo l'inserimento del trequartista (Saponara).

Allo stesso tempo, però, gli attaccanti dovevano essere estremamente efficaci anche quando c'era da attaccare la profondità in caso di difese alte.

Non è un caso, infatti, che nella Sampdoria passavano attaccanti completi, in grado di segnare, di far segnare e di poter giocare con e per la squadra. La punta statica era mal vista.


FASE DIFENSIVA:

Quando il centrocampo non funzionava alla grande, si potevano notare delle difficoltà sulle fasce in cui i difensori esterni si ritrovavano in condizioni di 1vs1 o, addirittura, di 1vs2. Prendiamo questo esempio: centrocampo che viene attirato dalla palla e cambio gioco facile facile di Gomez per Ilicic.

Ed ecco come poteva verificarsi anche un 1vs2 con Murru completamente solo.


Quando il centrocampo funzionava bene, però, riusciva comunque a garantire la giusta copertura ai difensori esterni.

Le mezzali devono garantire il giusto aiuto ai difensori esterni aiutandoli proprio in queste situazioni. Praet, Linetty, Jankto e Barreto, chi più e chi meno, dovevano garantire un totale supporto.


Nei primi due anni la situazione dei gol subiti non era particolarmente felice. I gol subiti superavano i gol fatti ma, nonostante questo, la Sampdoria è riuscita comunque ad arrivare per due volte di fila al 10° posto. Al terzo anno di Giampaolo, finalmente i gol fatti hanno superato i gol subiti (60 fatti contro i 51 subiti) conquistando il 9° posto. Da sottolineare, però, le troppe sconfitte (ben 15).