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Martina Rosucci è ovunque


Di Rosucci sappiamo il ruolo: gioca a centrocampo. Ma mezzala, vertice basso, trequartista, dove di preciso? Questa è una domanda che non può avere una risposta fissa.


Se proprio vogliamo trovare un ruolo a Rosucci possiamo parlare di una mezzala, soprattutto nella Juventus. La questione fondamentale, però, è che non bisogna parlare di lei in termini statici. Solitamente vediamo una mezzala che rimane nella propria linea verticale del campo. Quindi se una mezzala gioca a destra, principalmente rimarrà a destra. Poi si può spostare più esternamente o più centralmente, ma difficilmente vediamo una mezzala che va dall'altra parte del campo. Ecco, con la centrocampista tutto questo non funziona. Lo si è potuto vedere con Rita Guarino (con la Juventus), lo si è potuto vedere e lo si vede con Milena Bertolini in Nazionale e, attualmente, anche con Joe Montemurro sempre con i bianconeri.


Quando si parla di Rosucci, quindi, bisogna parlare delle sue caratteristiche e dei suoi compiti (generali o della partita singola) ribadendo più volte che la numero 8 farà e saprà fare tutto.


Sì, lei è estremamente completa dal punto di vista tattico e in questo articolo la vedrete praticamente ovunque.

Inizio da una questione che a me, personalmente, piace tantissimo: il gioco tra le linee.


In questa azione vediamo Rosucci che legge l'azione in anticipo, si stacca dai difensori (era salita diventando una sorta di attaccante aggiunto) e vede che si sta creando uno spazio tra 4 difenditrici del Servette:

Palla a Lenzini che avanza e guarda in avanti. Come scritto prima, la numero 8 legge in anticipo l'azione e corre nello spazio:

Il difensore della Juventus passa la palla a Rosucci che si trova praticamente proprio al centro tra le 4 difenditrici avversarie.


Un movimento che, solitamente, viene effettuato da un trequartista che sa leggere gli spazi, sa muoversi con i tempi giusti e sa giocare spalle alla porta (con passaggi precisi o con controlli orientati mirati per la giocata successiva).

Nell'azione precedente abbiamo visto Rosucci che parte da una posizione offensiva per poi tornare indietro, giocare tra le linee e cercare di favorire il palleggio. Ora vediamo l'opposto.


La numero 8 si sposta in avanti e continua a giocare tra le linee:

Successivamente non torna indietro per favorire il palleggio dalle retrovie ma diventa una vera e propria attaccante:

Lancio lungo e alto per Rosucci che risulta essere la calciatrice bianconera più offensiva, più vicina all'area avversaria. In questa azione lei si comporta esattamente come una prima punta: duello aereo e sponda per Caruso che si è avvicinata a lei.

Sì, attaccante aggiunto in più situazioni:

In questo caso è lei che attacca l'area di rigore con Girelli che parte da più lontano.


E a proposito di Girelli, impensabile non parlare della bellissima intesa che c'è tra le due in campo. Girelli va verso la palla, riceve il pallone e di prima intenzione...

Passa il pallone a Rosucci che si è smarcata e si è avvicinata all'attaccante. Giocate che si possono vedere spesso tra le due che azzeccano sempre alla grande i tempi degli smarcamenti e la qualità dei passaggi.


Fino ad ora abbiamo visto la centrocampista juventina a destra (tranne in quest'ultima immagine). Nella prossima azione la vedremo in una posizione totalmente diversa:

Hurtig si accentra e Rosucci si allarga diventando a tutti gli effetti l'attaccante esterno sinistro della squadra. Non solo è passata da destra a sinistra, ma ha anche "cambiato ruolo".

Parlare di lei come una centrocampista che sa solo attaccare, però, è troppo riduttivo.


E nel pieno stile Rosucci (senza essere statica) vedremo altre due azioni molto particolari.


La prima riguarda la sua intelligenza nel capire i posizionamenti delle sue compagne per poi agire di conseguenza:

In questo caso vediamo Boattin, il difensore esterno sinistro, che sale in attacco mentre la centrocampista la copre e si preoccupa anche dell'eventuale transizione difensiva.


Transizione che si verifica ma dopo il recupero del pallone da parte delle bianconere, Rosucci continua a coprire il proprio difensore esterno e cerca di favorire il palleggio e, quindi, la creazione della nuova azione d'attacco.

Boattin, quindi, ha evitato di correre a mille per ritornare in posizione (coperta dalla propria numero 8) e cerca una posizione da occupare perché Rosucci è lì e sta ricevendo il pallone.

Questo scambio tra le due non è una questione sporadica.


In questa azione, ad esempio, vediamo la numero 8 che rimane indietro mentre...

Boattin inizia la propria corsa in avanti. Vediamo, quindi, Rosucci che rimane dietro per poter favorire la creazione della nuova azione d'attacco mentre il difensore esterno ha la possibilità di salire, senza palla, per poter essere già presente in attacco qualora l'azione si dovesse spostare nella trequarti avversaria.

In questo caso, però, non vediamo Boattin che rispetta il proprio binario:

Lei sale ma si accentra, principalmente per occupare lo spazio lasciato libero dalla compagna e per lasciare la fascia ad Hurtig, l'attaccante esterno sinistro.

Rosucci, però, non si sposta solo per vie più laterali ma sa giocare anche al centro. Spesso, infatti, possiamo vederla mentre diventa la centrocampista centrale a tutti gli effetti:

In questo caso vediamo Caruso che diventa una sorta di trequartista/mezzala sinistra mentre Pedersen va ad occupare lo spazio che era di Rosucci.

Quest'ultima, quindi, diventa a tutti gli effetti la centrocampista centrale della squadra.


E se parliamo di fase difensiva si deve assolutamente parlare del suo apporto nel pressing e nella pressione:

Anche in questo caso la numero 8 si stacca dalla linea delle centrocampiste e sale in avanti per cercare la pressione e, di conseguenza, il recupero del pallone in una posizione che potrebbe favorire anche un'azione da rete.


Un aiuto maggiore per le attaccanti.

Questioni tattiche bellissime. Ma vorrei mettere in evidenza anche un qualcosa che identifica bene la centrocampista bianconera sia nella sua personalità che nella Juventus: lei è una leader.


Diciamo che Rosucci è una delle poche che gestisce la squadra in campo, un po' come se fosse un'allenatrice. L'ho scritto in precedenza: lei sa tutto in anticipo, vede prima, capisce e segnala cosa fare.


Il tutto lo si può vedere dai semplici suggerimenti alla portatrice di palla:

In questo caso Lenzini. La centrocampista le consiglia di allargare il gioco.


E poi lo si può vedere anche per chi non ha la palla tra i piedi:

In questo momento Rosucci dice a Pedersen di allontanarsi perché lei è diventata il vertice basso del centrocampo e, di conseguenza, la "regista" della squadra.

In poche parole consiglia alla compagna di andare a cercare un altro spazio da occupare perché in due, in quella posizione, non ci fanno niente.


Ovunque e tuttofare. Pazzesca.