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Rafinha, il trequartista di Spalletti


Rafinha è stato un valore aggiunto per Spalletti e per l'Inter della seconda parte della stagione 2017-2018.


Il centrocampista arrivò all'Inter in prestito secco dopo aver recuperato da un grave infortunio al menisco. L'idea del Barcellona era quella di portare Rafinha in una squadra che potesse fargli recuperare la giusta forma fisica e che potesse farlo giocare. L'Inter aveva bisogno di un trequartista da dare a Spalletti e così l'affare andò a buon fine.


Rafinha giocò 17 partite in Serie A, non saltò nemmeno una partita, sia giocando da titolare che da subentrato. In queste 17 partite Rafinha fece 2 gol e 3 assist, con una media di un gol o un assist ogni (circa) 200 minuti (quindi praticamente due partite).


Andiamo ad analizzare in che modo Spalletti lo inserì nella sua Inter:

Il suo gioco era senza dubbio quello di giocare tra le linee.

Compito che gli riusciva molto bene sia trovando gli spazi e sia trovando i giusti tempi per poter ricevere il pallone. Con la sua tecnica e la sua agilità riusciva a giocare spalle alla porta potendosi girare facilmente.

Capitava molto spesso che Rafinha si abbassasse, anche sulla linea dei centrocampisti, per prendere la palla e creare gioco.

In questo momento Rafinha si trova addirittura più in basso di Gagliardini e cerca di ricevere palla da Brozovic.

La postura di Rafinha per ricevere la palla non è delle migliori ma, come detto prima, Rafinha poteva contare sulla sua agilità e sulla sua tecnica per destreggiarsi al meglio.

Stessa cosa quando l'Inter doveva costruire dal basso:

In questo momento Rafinha si trova sulla stessa linea di Gagliardini e si forma un centrocampo a 3 con Rafinha che fa quasi da mezzala.

Rafinha è diventato un punto di riferimento per i compagni. La palla finiva molto spesso tra i suoi piedi e poteva inventare qualcosa.

In questo caso vediamo D'Ambrosio che corre palla al piede e Rafinha che va a prendergli il pallone tra i piedi. D'Ambrosio gli lascia volentieri il pallone e continua la propria corsa.

L'intelligenza tattica di Rafinha si intravedeva non solo palla al piede ma anche quando c'era da capire come si stava sviluppando il gioco.

In questo caso abbiamo Perisic che si è accentrato e Rafinha che, capendo che quello spazio è libero, lo riempie. Quello che un trequartista dovrebbe fare molto spesso.

Rafinha riusciva ad essere importante anche in fase difensiva e, nella fattispecie, anche in fase di pressing.

Solitamente Rafinha andava a marcare il regista avversario (in questo caso Montolivo).


In questo modo, però, un centrale difensivo avversario rimaneva solo.

Il compito di Rafinha era quello di capire quando lasciare la marcatura sul centrocampista e quando andare sul centrale di difesa.