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Tanta chiarezza sulla Juventus di Allegri


Sappiate da subito che questo non è un post in cui trovate la soluzione a tutto, non trovate insulti ad allenatore, calciatori e tutti gli addetti ai lavori, non trovate frasi come “loro sono incompetenti e io so tutto”. Insomma, non è quel genere di post che da ieri state trovando ovunque (post scritti da chi di calcio non sa, principalmente, niente).

Ci sono, però, alcune questioni che vorrei chiarire, non ad Allegri ma a chi parla troppo.

Per due anni si è parlato tanto di come Ronaldo fosse il vero problema della Juventus. Sì, un attaccante che in 3 anni segna più di 100 gol risulta un problema. Il “motivo”? Il portoghese non “si sacrifica”, non si fa “schematizzare”, non vuole “il bel gioco ma solo i suoi gol”. Insomma, se stessimo parlando di un calciatore scarso, che non segna, che non porta dei benefici, sarebbe un calciatore che non avrebbe mai vinto tutto quello che ha vinto. Ma di colpo è proprio Ronaldo il problema. Nonostante la sua storia dica che: - Se lasciato libero da schemi riesce a rendere bene (Ancelotti e Zidane su tutti, 6 Champions League in 2)

- É il calciatore più decisivo in Champions League

- I compagni continuano costantemente ad appoggiarsi a lui (A proposito: di recente lo stesso Ancelotti ha parlato di come con Kroos e Modric non potesse impostare costantemente una partita di pressing e che il suo intento era quello di far toccare più palloni possibili a Ronaldo. Con Vinicius Jr., ad esempio, ha parlato del fatto che ad un calciatore del genere vada lasciato il campo aperto, quindi sfruttare i contropiedi.) Ora quel calciatore manca. E avrebbe fatto decisamente comodo.

Tutto questo è nato da un semplice “è più importante il bel gioco del singolo”, da un semplice “Ronaldo ha rovinato Dybala”, ma soprattutto da un voler assolutamente usare Ronaldo come alibi per i risultati ottenuti da Sarri e Pirlo in Champions League (usciti entrambi agli ottavi). Perché Sarri su tutti rappresentava esattamente il concetto di “se si gioca bene si vince in Champions League”, concetto poi continuato con Pirlo solo per aver detto, in una diretta instagram, che a lui piace il possesso palla.

L'unica questione da sottolineare seriamente è stata “non hanno costruito una squadra adatta al pensiero calcistico di Sarri”. Verissimo, l'ho detto tempo fa e lo ripeto. Non so nemmeno se Sarri avesse approvato delle scelte come gli scambi Spinazzola-Pellegrini e Cancelo-Danilo o se sia stata una questione più da imposizione societaria.

La questione fondamentale che vorrei mettere in evidenza, però, riguarda una semplice frase: “Non hanno costruito una squadra adatta al pensiero calcistico di Sarri”. Questa frase perché non è mai stata utilizzata per Allegri? Quando la sua prima Juventus girava bene con il trequartista, arrivò Hernanes per sostituire (per ruolo) Vidal. Calciatore forte ma certamente non al suo cosiddetto “prime”.

Tutte le volte che Allegri cambiava sistema di gioco, non lo faceva per puro divertimento, lo faceva per trovare nuove soluzioni.

Una delle frasi più belle che troverete in giro, invece, riguarda il “si deve aggiornare”. Lui è fermo da due anni e, sinceramente, faccio fatica a capire cosa tutto sia veramente cambiato in due anni. L'unica cosa che noto che cambia tantissimo riguarda i 5 cambi nei 3 slot. Anzi, se devo notare veramente un qualcosa di diverso ho visto una squadra che ha giocato con la difesa a 3 vincere la Champions League contro il Manchester City di Guardiola, l'emblema della modernità e anzi, della visione futura. Piccola parentesi: il problema non è Guardiola ma chi è fanatico. Il problema non è Guardiola che dice “A” e che fa giocare la squadra con modello di gioco “A” ma chi capisce “B”.


Il problema maggiore si pone quando quella frase è facilmente smentibile in un modo:

Ogni allenatore che possiede il patentino UEFA, ogni tot di tempo deve fare un corso di aggiornamento. Tutto questo se vuole continuare ad allenare o se semplicemente vuole farlo a prescindere.

Quindi la domanda migliore da fare non è “Allegri si è aggiornato?” ma “chi lo dice ha mai studiato?”.

E ora vorrei affrontare il tema tattico. Perché la Juventus gioca in questo modo?

Tre anni fa, l'ultima stagione di Allegri, dissi che fare un determinato tipo di gioco con un centrocampo formato da Can, Matuidi, Bentancur, Khedira e Pjanic era difficile. Per farlo ci voleva almeno un fantasista che potesse aiutarli e Dybala era il prescelto, oltre ai più sporadici Costa e Bernardeschi (che hanno comunque avuto un alto rendimento con l'allenatore).

L'intento, quindi, era quello di usare i calciatori per quello che erano: calciatori più bravi nel correre senza palla che con la palla (Pjanic escluso, Khedira in parte).

Se il tuo centrocampo, quindi, sa usare meglio la corsa che il pallone, cosa si farà mai? Esatto, li si fa correre senza palla. Davanti, oltretutto, c'erano calciatori come Ronaldo, Mandzukic, Dybala, Costa, Bernardeschi, Cuadrado e anche Kean che sanno essere molto letali quando hanno metà campo da attaccare (con o senza palla).

Quest'anno è cambiato qualcosa?

Ancora una volta vediamo un centrocampista bravo con i piedi (Locatelli) e altri calciatori più bravi nei movimenti senza palla (Rabiot, McKennie e Bentancur). Ramsey sa fare entrambe le questioni (con meno qualità palla al piede) ma la sua situazione è ormai nota. E Arthur? Il problema principale del brasiliano, oltre ai problemi fisici di inizio campionato, riguarda una semplice questione che avevo sollevato lo scorso anno: Arthur è un calciatore forte ma adatto in un altro contesto. Se Allegri avesse avuto Vidal, Marchisio e Pirlo, Arthur avrebbe potuto giocare tranquillamente (ho tolto Pogba di proposito). Ma non perché quei tre centrocampisti erano forti ma semplicemente perché Arthur avrebbe avuto con chi dialogare (il regista Pirlo) e altri due calciatori che sanno giocare senza palla ma sanno anche tenerla. Vidal ha giocato nel Bayern Monaco e nel Barcellona, la mentalità da possesso palla ce l'ha. Marchisio è diventato sempre più completo. E ripeto: parlo di caratteristiche, non di valori assoluti.

Tornando al modo di giocare: è cambiato qualcosa? Prima di tutto cerchiamo di capire chi sono gli attaccanti: Morata, Kean, Dybala, Kulusevski, Chiesa, Bernardeschi. Ancora una volta dei calciatori che sanno essere letali quando hanno campo aperto. Il centrocampo non palleggia tanto, la difesa sa(peva) essere solida e gli attaccanti sanno attaccare gli spazi grandi. Ed ecco come Allegri stia cercando di mettere tutti i calciatori nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Si parte da dietro, si verticalizza velocemente e si attaccano gli spazi con movimenti senza palla.

Ho letto e sentito che “gli attaccanti arrivano stanchi”. Questi ragionamenti non possono essere fatti per dei professionisti. Ma non perché si allenano tanto ma semplicemente perché quando un allenatore impone un modello di gioco, il preparatore atletico fa sì che i calciatori riescano a dare il meglio in quel sistema di gioco.

Se bisogna correre per 40 metri, vengono allenati per far sì che lo possano fare.

Se bisogna correre tanto con il pallone, vengono allenati per far sì che lo possano fare.

Se bisogna correre sempre in avanti per pressare, vengono allenati per far sì che lo possano fare.

Sono le basi per ogni squadra professionistica. Oltretutto è una questione che riguarda anche chi non ha il preparatore atletico. Insomma, se io allenatore dilettante voglio imporre il mio modello di gioco, a furia di renderlo pratico da parte dei miei calciatori, loro si allenano e si abituano per giocare in quel modo.


Il problema non è tattico. La squadra sa arrivare nella trequarti avversaria.

Il problema riguarda il fatto che la Juventus sbaglia tanti passaggi e perde tanti palloni. Non si parla di semplici numeri da mostrare tramite le statistiche, si tratta di non riuscire ad eseguire lo step finale per poter segnare.

Il tanto bistrattato Morata si sacrifica tantissimo per la sua squadra ma non riceve lo stesso beneficio, dai compagni, quando deve segnare. In tantissime partite della Juventus troverete tantissimi passaggi o palloni persi in modo stupido se parliamo di calciatori di quel livello che potevano essere decisivi.

Ma cosa sta realmente succedendo alla Juventus? I calciatori sono davvero così scarsi? La risposta è: no, non sono scarsi.

Il problema è che per 9 anni si è respirato un clima da scudetto e per tanti anni si è respirato un clima da “lo vinciamo facile”. La preoccupazione non era vincere lo scudetto, quello arrivava. La preoccupazione era vincere la Champions League. Il campionato diventava scontato. Dopo lo scorso campionato (4° posto anche grazie al Napoli), la questione è decisamente più diversa. Il campionato non è più scontato e la classifica dice che la Juventus è la più forte solo a parole, non con i risultati sportivi.

Allegri di recente parlò in modo netto: “siamo da metà classifica, basta parlare”.

È un caso? Per niente.

L'intero ambiente ha semplicemente bisogno di scrollarsi l'aura da imbattibile che non si è tolta nemmeno dopo la scorsa stagione.

Si pensava che Allegri fosse il vero risolutore ma un allenatore, per quanto bravo sia, non può risolvere tutto in poco tempo. E Allegri ha un progetto lungo da sviluppare.