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Theo Hernandez e i suoi difetti


Theo Hernandez ha fatto innamorare tanti tifosi. Quel modo di essere molto appariscente, quel modo di essere propositivo in fase offensiva, quel modo di essere decisivo in zona gol. Ma in tanti si chiedono: perché Theo Hernandez non viene convocato in Nazionale?


Con questo articolo non voglio assolutamente sminuire Theo Hernandez. Io stesso lo considero forte ma... quello che vorrei evidenziare è che, ora come ora (26/02/2021) non è ancora un top. Perché? Il tutto dipende dal suo ruolo. Lui è un difensore esterno e, come dice la parola stessa "difensore", deve saper difendere. Questo NON è il solito tentativo all'italiana di voler ingabbiare un calciatore offensivo, ma è il voler spiegare uno dei motivi per il quale, secondo me, non può essere ancora considerato un vero top nel suo ruolo. Ovviamente, in questo articolo, curerò la fase difensiva e ne approfitterò per spiegare quanto Theo Hernandez debba tantissimo ad un calciatore in particolare.

La questione più evidente di Theo Hernandez è che quando la palla ce l'hanno gli avversari, non si attiva subito per fare la fase difensiva. Molto spesso lo vediamo fare delle grandi cavalcate per recuperare la posizione. In altri casi, però...

Per il semplice motivo di prima, cioè che non si è attivato subito in fase difensiva, qui si ritrova a dover rincorrere Hakimi. Se Hakimi fosse stato un calciatore più lento, Hernandez avrebbe potuto recuperarlo. Ma conosciamo la velocità di Hakimi. Qui Lukaku sbaglia il controllo, anche a causa della pressione di Romagnoli, altrimenti ci sarebbe stata una prateria per Hakimi, completamente libero.

E questo lo vediamo anche quando viene puntato nell'1vs1. Quando Hernandez viene puntato, ad ora 26/02/2021, in questa stagione, ha mantenuto questi dati: 32 contrasti eseguiti, 15 dribbling subiti. Circa 1 dribbling subito su 3 contrasti provati. Non proprio grandi numeri. Solitamente quando Hernandez recupera la palla lo deve alla sua velocità, sia nel breve e sia nel lungo. In altri casi succede questo:

Qui vediamo Lautaro Martinez che passa la palla ad Eriksen e scatta in profondità. Il danese gliela rende per completare l'1-2 e Lautaro Martinez si ritrova sul fondo libero per crossare. Sì, ha dovuto anticipare il cross perché Hernandez stava arrivando, ma ha comunque messo la palla dentro l'area. Il problema di Hernandez, in questo caso, è che ha guardato la palla e si è disinteressato dell'uomo, per poi ritrovarsi a rincorrerlo.

Prima ho scritto che Theo Hernandez deve tanto ad un suo compagno. Il nome è Kessié.

Molto spesso vediamo Kessié che si trasforma quasi in difensore esterno per coprire la posizione di Hernandez. E qui vediamo Kessié che prima copre per stare su Hakimi e poi rincorrere l'azione in area di rigore:

Dove Kessié diventa proprio un difensore (in marcatura su Lukaku) con Theo Hernandez che non ha nessuna marcatura. "Vabbè con l'Inter è sempre difficile, soprattutto contro Hakimi". No.

Il 5 ottobre del 2020 evidenziavo quanto Kessié fosse importante per il Milan. E l'ho fatto nella partita contro lo Spezia (quindi non contro l'Inter e non contro Hakimi):

Kessié ricopre, praticamente, due ruoli. Il primo è il suo naturale, quello di centrocampista centrale, il secondo è il difensore esterno sinistro al posto di Theo Hernandez.

Facendo così, però, si condiziona il centrocampo e, di conseguenza, la squadra.

Insomma, se Kessié deve essere anche sulla fascia, cosa succede a centrocampo?

Qui, ad esempio, vediamo Tonali completamente solo a centrocampo.